FALSE MEDICINE E VERE MALATTIE
Sono due entità che per fortuna si incontrano di rado ma quando ciò avviene l'esito è pessimo. L'otite media, ad esempio, è una malattia "vera" e, come tale, capace di complicarsi pericolosamente. Somministrare medicine "false" quali i preparati omeopatici dà l'illusione che qualcosa venga fatto per combattere il male. Ciò ritarda la somministrazione di farmaci efficaci quando ne diviene evidente l'indicazione.
Si sente spesso domandare che male ci sia con le medicine alternative/complementari/integrative ("what's the harm in alternative medicine?"). Anche se fossero inefficaci, questi metodi di cura, si dice, non hanno effetti collaterali, sono graditi ai pazienti, e hanno il beneficio di arrecare un effetto placebo, proprio come le medicine "vere".
Il punto è che le malattie, come ogni fenomeno naturale, hanno regole proprie e sono perfettamente indifferenti alle nostre argomentazioni. A loro non importa se le cure con cui cerchiamo di combatterle sono frutto di sapienza millenaria, se sono riconosciute dall'Organizzazione Mondiale di Sanità, se figurano nei "Livelli essenziali di assistenza" da questa o quella Regione italiana. Le sole misure cui rispondono sono quelle della biochimica e della fisiologia. Così, la penicillina funziona bloccando il meccanismo biochimico che forma la membrana protettiva dei batteri, i farmaci beta–bloccanti curano il glaucoma diminuendo la produzione di umor acqueo da parte del corpo ciliare. Eccetera.
Per quale ragione allora l'omeopatia dovrebbe combattere l'otite dei bambini? Perché così dice Hahnemann, il fondatore dell'omeopatia, nella suo monumentale opera "L'Organo della medicina razionale": soluzioni ultradiluite in granuli di Arsenicum album, Camomilla, Pulsatilla, Silicea attenuano il dolore e combattono l'infiammazione. Ma questa non è una spiegazione accettabile, anzi non è una spiegazione almeno da Galileo in poi: "Nullius in verba", come dichiara la Royal Society.
Giustificazioni di questo tipo vengono addotte per ogni tipo di medicina complementare. L'agopuntura, si spiega, agisce facilitando il flusso della forza vitale Qi e ristabilendo l'equilibrio tra Yin e Yang. E perché ciò dovrebbe combattere le malattie e produrre altri effetti desiderabili come promuovere la fertilità? Perché così sta scritto nei testi classici di medicina che circolavano in Cina quando a Roma era imperatore Augusto. Ma nessuno sa spiegare come l'agopuntura funzioni dato che l'esistenza del Qi non è verificabile né, tanto meno, se ne può misurare il flusso. Nel linguaggio della scienza, come dice il fisico Robert Park, "Qi has no metric".
Siamo dunque di fronte al nulla e col nulla ovviamente non si può "integrare" niente, medicina compresa. Per di più è un nulla che pretende di essere qualcosa e come tale capace di fare danni alla salute oltre che generare confusione nella testa dei pazienti e, per somma disgrazia, anche in quella di alcuni medici.
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