AUTISMO E VACCINI: CONNESSIONE?
"I genitori che scelgono di non vaccinare i loro figli non ne diminuiscono il rischio di autismo; essi ne aumentano solo il rischio di contrarre malattie prevenibili."
– Paul Offit infettivologo
James (Jimmy per gli amici) Watson, il coscopritore della struttura chimica del DNA, era più di altri ottimista sulle capacità di questa basilare molecola di fornire in un prossimo futuro la chiave per risolvere fin qui intrattabili problemi medici come la patogenesi delle malattie mentali. Nelle ultime pagine del suo libro "Avoid Boring People" Watson profetizza che lo studio dei geni di una persona potrà spiegarne il comportamento ed eventuali deviazioni patologiche ("Specific DNA sequencies consistently occurring only in psychopaths will allow us to pinpoint the genes whose malfunction are likely to produce psychopathy").
Dalla pubblicazione del libro sono trascorsi quasi dieci anni senza che progressi degni di nota siano avvenuti in questo campo cui appartiene l'ASD ("autism spectrum disorders"), la denominazione che raccoglie le varianti dell'autismo, e sulle cui cause continuiamo sapere più niente che poco. C'era comunque da aspettarselo, il cervello è un organo estremamente complesso, è fatto di miliardi di cellule nervose ciascuna con migliaia di connessioni con altre cellule, si serve di decine di neurotrasmittori (quelli del già complicato sistema neurovegetativo sono solo tre) ecc.
Questa è forse la difficoltà principale per rispondere definitivamente alla domanda del post cioè se esista un legame tra i vaccini impiegati nell'infanzia e l'insorgere dell'ADS come sospettano alcuni e come, a quanto pare, sembra credere da noi qualche magistrato.
Ovviamente, conoscere ciò che causa una malattia, o almeno avere buone ragioni per supporlo, ci informa anche su tutto ciò che favorisce questa azione e su come impedirla. Abbiamo inoltre il modo di provare con i fatti le nostre supposizioni. Le malattie infettive illustrano bene tutto ciò. Sappiamo ad esempio che il colera è causato da un bacillo a forma di virgola lungo circa due millesimi di millimetro. Il principale veicolo di infezione è l'acqua infetta da feci di malati. Sicché qualsiasi circostanza che favorisca l'inquinamento idrico si inserisce nel rapporto causa-effetto tra batterio e malattia. Misure igieniche appropriate risulteranno in una scomparsa del colera e provvederanno un supporto addizionale alla ipotizzata causa batterica. Quando manca, come nell'ASD, qualsiasi attendibile informazione causale, gli sbagli sono all'ordine del giorno. Un esempio.
Negli anni 40-50 del secolo scorso la causa dell'ASD pareva accertata grazie (qui l'avverbio è improprio) alla pensata di due psicanalisti americani, Leo Kanner (1896-1981) e Bruno Bettleheim (1903-1990), secondo cui la cagione di questo disturbo andava ricercata nella freddezza delle madri verso i loro figli. Vale la pena di citare Kanner che così racconta come ebbe l'idea: "Maternal lack of genuine warmth is often conspicuous in the first visit to the clinic." (La mancanza di calore umano da parte delle madri è lampante già alla prima visita). Insomma, niente più di una impressione clinica. Dal canto suo, Bettleheim creò l'epiteto "refrigerator mothers" senza pensare al dolore aggiuntivo che arrecava a giovani donne già angosciate per la malattia dei figli. La teoria, dapprima ampiamente accolta anche per l'abilità divulgativa dei suoi due ideatori, è adesso totalmente screditata.
Qui può valere la pena di ricordare un potente meccanismo atto a consolidare un errore, il "confirmation bias"(1), che quasi certamente ha radicato questa illusoria patogenesi nella mente di Kanner e Bettleheim. Probabilmente è andata così: i due psicologi hanno avuto occasionalmente la sensazione che le madri dei bambini fossero fredde o per lo meno distaccate nei confronti dei figli. Forse alcune lo erano, forse, cosa più credibile, le poverette si sforzavano di esserlo per descrivere obiettivamente a chi speravano di ricevere aiuto i disturbi del loro bambino. Niente di male registrare osservazioni come questa: il cervello ha l'abitudine di passare al setaccio le nostre impressioni per trovarvi qualche modello, regola, insegnamento utile. Il guaio fu che i due psicologi non esaminarono criticamente questo osservazione accettando poi solo nuove informazioni che la confermavano e ignorando o razionalizzando le contrarie. E' chiaro che in questo modo si erige attorno a un errore iniziale una fortezza difficile a smantellare. Tra l'altro, l'immagine di "madri frigorifero" era troppo suggestiva e banale per non far breccia nel grande pubblico: un po', come dice Erasmo da Rotterdam nel suo "Elogio della Follia", in chiesa i fedeli smettono di sonnecchiare e porgono attenzione quando il predicatore passa da argomenti seri a favole da comari.
Nella perdurante ignoranza sulle cause dell'ASD (si pensa oggi a una non ben definita interazione tra fattori genetici e ambientali) apparve nel 1998 un articolo su Lancet ove si suggeriva un legame tra vaccino contro morbillo, parotite, rosolia (in inglese MMR: measles, mumps, rubella) e ASD oltre che con alcuni disturbi intestinali. Gli autori fecero l'ipotesi che il vaccino danneggiasse la parete intestinale favorendo l'assorbimento di proteine tossiche per il sistema nervoso centrale. Da qui i disturbi psichici dei piccoli. L'occasione dello studio era stato l'allarme dei genitori di 8 dei 12 piccoli riportati nell'articolo i quali avevano notato nei figli i sintomi dell'ASD pochi giorni dopo l'immunizzazione. Va detto anche che l'autore principale dello studio, il dottor Andrew Wakefield (AW) reiterò pubblicamente questo sospetto tra il 1998 e il 2002.
Vista anche l'autorità della rivista, l'articolo ricevette attenzione e credito, apparendo sulle prime come il paio della storica osservazione di Gregg sul rapporto tra rosolia materna e cataratta congenita (2). Tuttavia, esso perse rapidamente credibilità poiché studi successivi mancarono di confermarne i risultati e, fatto grave, si venne a sapere che AW aveva ricevuto, tacendolo, una grossa somma di denaro da uno studio legale che preparava una causa per danni alla casa produttrice del vaccino. L'articolo fu ritirato dal Lancet nel 2010, AW venne licenziato dal Royal Free Hospital dove lavorava e gli fu tolta la licenza di praticare medicina nel Regno Unito.
Abbiamo dunque a che fare con una osservazione smentita dai fatti, e per di più viziata da un notevole sospetto di frode. Perché allora si continua a dar credito a questa specie di calunnia sanitaria, non solo da parte del "mondo cieco che vertù non cura", ma anche da sezioni informate della società, alcune delle quali in grado di decidere per altri? E' del settembre di questo anno la sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano che condanna lo stato a versare un vitalizio per supposto danno di ASD da vaccino (3).
Il punto è che è virtualmente impossibile smentire qualsiasi causa proposta per malattie che sono in essenze misteriose come l'autismo. In un problema del genere una sola cosa è certa: la causa deve precedere l'effetto, il resto in ultima analisi è sempre discutibile. Non tutte le malattie sono (purtroppo, verrebbe da dire) come le infettive ove la relazione causa-effetto è di regola facile a stabilirsi.
Le cose sono più complicate se cerchiamo risposte dagli studi epidemiologici. Qui occorre per primo stabilire una correlazione statisticamente significativa tra i gli eventi considerati senza la quale, evidentemente, l'uno non può essere causa dell'altro. Il procedimento statistico può essere arduo ma è sempre eseguibile ed è riportato nei comuni manuali di epidemiologia. Naturalmente i risultati così ottenuti vanno considerati con giudizio: come diceva il matematico Henri Poincaré, il calcolo delle probabilità non è una scienza meravigliosa che dispensa il ricercatore dall’avere buon senso. Abbondano esempi di correlazioni statistiche tecnicamente impeccabili quanto inverosimili tra eventi del tutto estranei tra loro quali:
Diminuzione del numero delle cicogne e natalità
Spesa statale (USA) per scienze e suicidi
Età di Miss America e morti per ustioni
Consumo di mozzarella e dottorati in ingegneria negli Stati Uniti
Annegamenti per cadute fuori bordo e numero dei matrimoni nel Kentucky (vedi tracciato qui sotto ripreso dalla rivista americana Fast Company Magazine):
Come accennato, una correlazione significativa è indispensabile per passare a quello che qui interessa: un rapporto causa-effetto tra vaccinazione e ASD. Ma qui non c'è neppure una semplice correlazione, o meglio, non è stato possibile trovarla. Già negli anni immediatamente successivi alla sua pubblicazione apparvero articoli che discordavano con l'ipotesi di AW. Forse l'obiezione più importante al lavoro era che esso mancava di controlli. Tra l'altro le vaccinazioni infantili sono prassi comune: in Gran Bretagna circa 50,000 bambini di 1-2 anni ricevono ogni mese il vaccino MMR, cioè proprio nell'età in cui compaiono i sintomi tipici dell'autismo il che fa ritenere probabile una semplice coincidenza.
Quasi a coronamento della serie di mancate conferme è comparsa quest'anno su Pediatrics, la rivista ufficiale dell'Accademia Americana di pediatria, una accurata metanalisi ad opera di 8 studiosi tra cui 5 esperti di statistica della Rand Corporation, la nota istituzione americana senza scopo di lucro che fa lavoro di consulenza servendosi di analisi e ricerca.
Gli autori hanno fatto un esame sistematico della letteratura sulla innocuità dei vaccini pediatrici di routine negli USA selezionando da più di 20,000 titoli 67 lavori giudicati affidabili senza ombra di dubbio. Fondandosi principalmente sul raffronto con gruppi di controllo gli autori hanno rilevato solo un frequente accesso febbrile successivo alla vaccinazione MMR, reazione aspecifica e facilmente spiegabile con l'immissione in circolo di proteine eterologhe. Per altre reazioni, in particolare l'autismo, niente: "There is strong evidence that MMR vaccine is not associated with autism", questa la conclusione.
Più chiaro di così dunque. Detto alla buona, e impiegando il discutibile argomento dell'incredulità personale, è difficile credere che se ci fosse stata una qualche connessione vaccinazione-autismo sarebbe sfuggita a gente del mestiere, abituata a trarre fatti da numeri e abile a procedere in quell'ingannevole giardino di Armida che è l'inferenza statistica.
Siamo quindi di fronte a un sospetto senza conferme qualificate, sorto in genitori angosciati per un misterioso disturbo dei figli. L'unico requisito in regola è che la vaccinazione ha preceduto i sintomi dell'autismo, elemento indispensabile poiché non esiste un effetto prima della causa: altro non c'è. Purtroppo il fallace articolo del Lancet, oltre a turbare un gran numero di padri e madri, ha suscitato una messe di "ve lo dicevamo noi?" dal demi-monde scientifico delle medicine non convenzionali ideologicamente contrarie ai vaccini la cui opposizione si è innestata sui preesisttenti dissensi religiosi (provenienza da animali) e politici (violazione libertà individuali). Attenzione e credito presso questo pubblico erano assicurati perché, come dice il Manzoni, "non è da dire l'autorità di un dotto di professione allorché vuol provare agli altri le cose di cui sono già persuasi". La maggior parte delle medicine anti-vaccino è raccolta sotto l'ombrello della naturopatia ove esse condividono il principio per cui "il naturale è buono, l'artificiale è cattivo". Conseguenza di questa massima, che quanto a sottigliezza compete col "four legs good, two legs bad" della "Fattoria degli Animali" di Orwell, è che i vaccini sono cattivi perché "innaturali". Poco importa se essi hanno debellato flagelli planetari come il vaiolo e impedito più morti negli ultimi 50 anni di qualunque misura sanitaria.
Difficile immaginare il danno prodotto dall'articolo del Lancet nel rafforzare una credenza ingiustificata e nociva. Ad aggravare il guasto sta il fatto che le false credenze in cui entrano ideologia e pseudoscienza sono così longeve da sembrare immortali. E' stato osservato che la chiave di successo delle bufale è saper soddisfare un pregiudizio o un preconcetto diffuso e fornire soluzioni semplici a problemi complessi. La bufala vaccini-autismo ha questi caratteri: dà la spiegazione apparente di un "post hoc, ergo propter hoc", e soddisfa pregiudizi e sospetti diffusi come quello di multinazionali farmaceutiche avide di guadagni. Va detto a questo proposito che le teorie cospiratorie hanno da sempre esercitato un speciale attrazione (4). La storia è piena di fandonie che si rifiutano di morire e risorgono periodicamente nonostante valide smentite. Di recente è uscito un libro di un giornalista americano, Will Storr, intitolato "The Unpersuadables" che parla proprio di queste panzane (influenze astrali, visite di alieni, finto allunaggio degli astronauti americani) i cui adepti sembrano refrattari a qualsiasi forma di dissuasione. Forse l'unica balla deceduta per inoppugnabili ragioni anagrafiche è quella di un Hitler vivo in Sudamerica che medita la rivincita.
Diffondere falsità nel campo della salute comporta responsabilità maggiori di chi sostiene pubblicamente l'origine extraterrestre dei cerchi nel grano o la profezia dei Maya sulla prossima fine del mondo. Un solo esempio: la balla per cui l'AIDS non è causato da un virus cui abboccarono tra gli altri il presidente del Sudafrica Tabor Mbeki e la sua ministra della salute ha fortemente contribuito a diffondere la malattia in Africa togliendo valore all'igiene sessuale. Come c'era da aspettarsi, dopo la comparsa dello lavoro del Lancet si sono moltiplicati gli allarmi di epidemiologi secondo cui all'omessa vaccinazione dei figli da parte di genitori insospettiti è seguito un notevole aumento delle malattie verso cui questi vaccini immunizzavano. Limitiamoci al morbillo che è tutt'altro che un "fisiologico esantema dell'infanzia" come si sente dire. Chi scrive si è preso il morbillo durante l'adolescenza e può certificare che non è stato un scherzo. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention americano:
Circa uno su 20 bambini malati di morbillo contrae una polmonite che può essere mortale.
Circa uno su 1,000 bambini malati di morbillo sviluppa una encefalite che produce convulsioni e può portare a sordità e ritardo mentale.
Su 1,000 bambini malati di morbillo uno o due muore a causa di esso.
Preoccupante e importante (non solo per l'Italia) quanto sia la questione vaccini sì-vaccini no, essa va affrontata col vecchio, collaudatissimo metodo che si applica ad ogni intervento medico e che consiste nel calcolarne il risk-benefit ratio. Da notare che si tratta di un "calcolo", non di un confronto tesi-antitesi da cui ricavare una sintesi. La scienza è democratica nel senso che non riconosce l'autorità: chiunque può dire la sua su qualsiasi argomento e le sue affermazioni saranno valutate solo per quello che valgono. Le decisioni però non vengono prese a maggioranza come in democrazia ma in base alla inalterabile verità dei fatti. Solo affidandosi a questa bussola sarà possibile uscire da questo pasticcio sanitario in cui ci siamo cacciati, complice la scarsa cultura scientifica del paese.
(1) Per inciso, il processo mentale del "confirmation bias" era stato anticipato da Pascal in questo "pensée": "Il signor De Roannez mi diceva: 'Le ragioni mi vengono in mente dopo: sulle prime, una cosa mi piace o dispiace senza che ne sappia il motivo; e intanto, mi spiace per il motivo che scopro più tardi'. Ma io credo che non la cosa spiaccia per le ragioni che si trovano in un secondo tempo, bensì che queste ragioni vengano trovate solo perché la cosa spiace" (Pensées, 276 édition de Port-Royal).
(2) Nel 1941 il pediatra australiano Norman Gregg osservò un numero anormale di cataratta congenita in bambini la cui madre aveva sofferto di rosolia durante la gravidanza e ipotizzò un nesso causale tra questi due eventi. Va anche detto che il vaccino contro la rosolia ha eliminato questo tipo di cataratta, tra l'altro difficile a curare, dal mondo occidentale.
(3) Secondo la perizia del medico legale nominato dal Tribunale: "È probabile che il disturbo autistico del piccolo sia stato concausato, sulla base di un polimorfismo che lo ha reso suscettibile alla tossicità di uno o più ingredienti (o inquinanti), dal vaccino...". Non so se l'esperto si sia reso conto che con una motivazione così vaga può essere incolpata anche una pasticca di menta. Va detto anche che in questo caso si trattava di un vaccino diverso ("esavalente") e non del vaccino trivalente MMP accusato di favorire l'autismo.
(4) Secondo questa teoria ogni volta che accade qualcosa di cattivo si suppone che c’è qualcuno che ne è intenzionalmente responsabile. Per Omero sono gli dei, per il cristianesimo è il demonio, per Marx è il capitale ecc. Come osserva Popper, si tratta di tesi acritiche in quanto le cospirazioni difficilmente raggiungono il loro scopo.
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