GRILLO E LA MEDICINA
I. ORIGINE E CURA DELL'AIDS
Secondo Beppe Grillo (G), l’AIDS non esiste, i vaccini sono inutili - anzi, dannosi - la cura Di Bella guarisce il cancro. G disse questo e molto altro in uno spettacolo di denuncia sociale chiamato "Apocalisse Morbida" tenuto nel 1998, replicato nei due anni seguenti e tuttora in video-circolazione. A quei tempi G era ancora un comico, noto per i suoi paradossi piramidali e divertenti da non prendersi necessariamente sul serio. Quando mi capitava, lo ascoltavo volentieri.
Oggi che G ha il potere politico che gli deriva da una valanga di voti, alcuni sono andati a vedere le sue opinioni in medicina e le hanno dichiarate “bufale”. La qualifica è essenzialmente corretta ma il giudizio è spesso sommario e può anche destare il sospetto che c’entri la politica. Vorrei dare qui qualche ragione convincente che G ha davvero torto in molti casi. Rivediamo alcuni spezzoni dello spettacolo.
Cominciamo con l’AIDS http://www.youtube.com/watch?v=D_6eHQeF3kM. Trascrivo una sezione parola per parola interponendo man mano tra parentesi il numero del mio commento sottostante. Purtroppo la trascrizione è sorda e muta ai caratteri della voce di G, al suo volume ora assordante ora ridotto a bisbiglio, alle sue inflessioni esprimenti via via disprezzo, irrisione, sarcasmo, indignazione e ogni altro tono tranne la pacatezza.
"Ci sono dei seri sospetti - dice G - che l’AIDS sia una bufala, lo dicono due Nobel, non io: Mullis, Nobel per la chimica, e Duesberg, il più grande microbiologo del mondo (1), dice che l’AIDS non è causato dall’HIV ["Human Immunodeficiency Virus"], il virus dell’HIV nessuno l’ha mai fotografato (2), e quando a Gallo [virologo americano] hanno detto dacci la prova che esiste, lui ha detto che è un virus strano […] si muta, ecco perchè si chiama retrovirus (3) […] Le cause quali sono? Mullis dice che le cause sono, pensate, [incomprensibile] scambi di sangue infetto (4) ci sono stati casi di aziende che vendevano sangue ungherese infetto (5) e hanno infestato tutta l'Europa, debolezza del sistema immunitario come carenza alimentare e droga. Questo lo dice il più grande microbiologo del mondo (6), e, soprattutto, causa l'AIDS la cura: l'AZT (7) che come controindicazione ha la morte del sistema immunitario." Segue la critica a un noto esperto di tumori ma qui ci fermiamo.
(1) Peter Duesberg non ha vinto nessun premio Nobel nè è un microbiologo di professione. E' (stato) professore di biologia molecolare all'Università di Berkeley in California e si è occupato principalmente di tumori. Stranamente, G non cita Luc Montagnier, lui sì premio Nobel, che nel 1982 fu il primo ad associare l'HIV con l'AIDS.
(2) Al tempo in cui G parlava dell'HIV c'erano microfotografie del virus già in ogni manuale di microbiologia per gli studenti di medicina.
(3) L'HIV è chiamato "retrovirus" non perchè "si muta" ma perchè possiede la trascrittasi inversa, una enzima usato per generare DNA dall'RNA virale mentre secondo la regola generale è il DNA a dare le istruzioni per formare le molecole organiche.
(4) "Mullis le cause sono sangue infetto…" Ma, scusa G, allora si tratta di una infezione! E se è una infezione ci deve essere un agente infettante quale un batterio o, appunto, un virus. Ed è proprio una caratteristica dei virus, come quello dell'epatite B, a trasmettersi con le trasfusioni.
(5) Di nuovo. Ma come si fa a stabilire chi è il più grande microbiologo del mondo?
(6) L'AZT (azidotimidina) è uno dei primi antivirali usati contro l'HIV. Che questi farmaci non funzionino, come dice G, è falso. Converrà parlarne un po' più diffusamente perchè nel farlo salta fuori evidente il rapporto causa-effetto tra HIV e AIDS.
Che i farmaci antivirali siano efficaci è chiaro già per il senso comune: all'inizio i malati di AIDS morivano tutti o quasi dopo alcuni anni, ora che questi rimedi sono disponibili non muoiono più, o meglio, muoiono molto, molto più tardi. Bastano pochi esami di laboratorio per capire come ciò avviene, e ragionevolmente convincersi dell’esistenza di un rapporto causa-effetto HIV-AIDS.
Sappiamo che subito dopo il contagio l’HIV si moltiplica nel sangue dei pazienti distruggendo un numero crescente di particolari cellule bianche chiamate CD4 che innescano il meccanismo con cui il nostro del corpo si difende dalle infezioni. Quando il numero di queste cellule scende sotto un certo limite sopravvengono, una dopo l’altra, infezioni di vario genere che finiscono con l’uccidere il malato. Bene, si è visto che la somministrazione di farmaci antivirali adatti coincide con una progressiva diminuzione dell'HIV nel sangue cui fa specchio un graduale aumento di queste indispensabili cellule sicchè i pazienti tornano a potersi difendere dalle infezioni e non ne muoiono più.
La figura sottostante, riprodotta con modificazioni da uno studio della dottoressa Linda Morfeldt della clinica Karolinska di Stoccolma, documenta bene tutto ciò. Subito dopo l’infezione, il virus HIV si moltiplica rapidamente nel sangue raggiungendo un picco per poi decrescere e rimanere a un livello costante. Sotto l’azione del virus che le penetra, le cellule CD4 diminuiscono progressivamente. La somministrazione di farmaci antiretrovirali (ART sta per "antiretroviral therapy") coincide con una brusca caduta del livello di virus nel sangue mentre la diminuzione delle CD4 non solo si arresta ma queste cellule aumentano gradualmente fino a tornare a valori normali o quasi. Tutto ciò suggerisce fortemente una correlazione causa-effetto tra la somministrazione di farmaci antivirali e la cura, anche se non definitiva, della malattia.
Certo, il rapporto causa-effetto è tra le cose più difficili da dimostrare, anzi, a stretto rigor di logica, impossibile come sosteneva il filosofo Hume. Tuttavia, trarre conclusioni sulla causa di una malattia osservando la risposta di essa a una cura specifica è un criterio (si chiama "ex juvantibus") utilissimo in clinica e raramente fallace.
La riprova, un "experimentum crucis" come l'avrebbe chiamato Newton? La sospensione (vedi ancora la figura) degli antiretrovirali, o l’insorgere di resistenza verso di essi da parte del virus, fa ripartire la moltiplicazione del virus e la diminuzione delle cellule ematiche difensive.
Sotto un aspetto G ha comunque ragione: i farmaci ART non sono innocui, anzi hanno notevoli effetti collaterali tanto che in Occidente la maggior parte delle malattie che affliggono i pazienti di AIDS consistono proprio in questi effetti.
In conclusione, dalla descrizione dei primi casi di AIDS dei primi anni ottanta si sono accumulate prove su prove che questa malattia è di origine virale, è causata da un virus ben definito (l'HIV), e che farmaci attivi contro questo virus tengono i pazienti in vita pur a costo di numerosi e importanti effetti collaterali. Queste prove erano già ampiamente disponibili nel 1998-2000 quando G affermava essenzialmente l'opposto nei suoi spettacoli di denuncia sociale. Non occorre essere medici per capire che si tratta di idee oltre che infondate pericolose perchè dispongono chi le accetta a comportamenti dannosi per sè e per altri. Quando poi a condividere queste idee sono politici al potere il danno può essere molto esteso. Questo è stato il caso del Sudafrica ove durante i primi anni del 2000 il ministro della salute del governo Mbeki, la signora Tshabalala-Msimang, scettica sulla origine virale dell'AIDS, ostacolò attivamente l'uso della terapia antiretrovirale consigliando i malati di curarsi invece con medicine naturali come aglio crudo e barbabietole. Secondo studi epidemiologici tale politica ha causato al Sudafrica più di 300,000 morti.
La Lega italiana per la lotta contro l'AIDS ha scritto a G chiedendogli di smentire le sue affermazioni senza ricevere risposta.
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