martedì 6 marzo 2018

OMEOPATIA SU RAI 3: ENNESIMO INUTILE PROGRAMMA

OMEOPATIA SU RAI 3: ENNESIMO INUTILE PROGRAMMA

Sabato 3 marzo, ho visto su RAI 3 alcune (poche) parti di un ennesimo programma sull'omeopatia, formalmente di buona qualità, ma viziato dal solito equivoco. Infatti è perfettamente inutile tornare a discutere su una questione in cui vero e falso, torto e ragione sono stati stabiliti fino alla nausea. Né, penso che abbia fatto bene il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi a partecipare a un dibattito di questo tipo mettendosi allo stesso livello di chi ha idee fuori dall'ambito della medicina scientifica ed è ben deciso a non abbandonarle. Continuare le ricerche cliniche sull'omeopatia? Così suggerisce tra gli altri l'omeopata Antonella Ronchi intervistata dal giornalista di Rai 3. Sull'omeopatia continuano ad accumularsi pareri qualificati che attribuiscono qualsiasi eventuale azione favorevole accertata all'effetto placebo. Qui la domanda d’obbligo è: perché ostinarsi a mettere alla prova un intervento medico chiaramente inefficace? Viene in mente il paragone con il mostro di Loch Ness evocato da J Coyne nel libro “Facts versus Faith (Penguin 2015): se passi anni e anni cercando il mostro, perlustrando il lago in lungo e in largo, ispezionandolo ad ogni profondità a bordo di un battello sottomarino e continui a non trovare niente, che sorta di conclusione sensata puoi trarre? Concludi che il mostro non c'è oppure alzi le mani in segno di disperazione e dici: potrebbe esserci, non ne sono sicuro? E così riguardo all'omeopatia: se messa alla prova fino alla nausea si rivela inefficace lasci perdere o continui a sprecare tempo ed energie? Ma, si sa, come dice il Manzoni, "l'errore non vive quel tanto che può vivere […] se non a forza di sapersi guardare dalle insidie della logica". 





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