mercoledì 1 novembre 2017

VACCINI E... RIFORMA DEL TRAFFICO


VACCINI E... RIFORMA DEL TRAFFICO




Lavoravo in Svezia nel settembre del 1967 quando venne attuata la riforma del traffico stradale per cui dalla guida a sinistra si passò alla guida a destra in uso nel resto dell'Europa continentale. La mattina di domenica 3 settembre il traffico si fermò dovunque per 5 minuti, poi tutti i veicoli si portarono sul lato destro della strada a loro opposto (foto). Il cambiamento era ben organizzato e non ci furono incidenti degni di nota.

La riforma era necessaria (troppi gli incidenti causati dagli automobilisti svedesi in Europa e da quelli europei in Svezia) ma non popolare. L'opinione pubblica era contro il cambiamento e un referendum tenuto anni prima aveva mostrato che la maggioranza era favorevole a mantenere la guida a sinistra. Ricordo che nelle discussioni pubbliche, anche accese, tenute in precedenza ci fu qualcuno che, forse per ridurre la tensione, criticava il carattere totalitario della riforma e per burla suggeriva di introdurla gradualmente, ad esempio col fare qualche eccezione come permettere ai tassì di continuare a circolare a sinistra almeno per un po’. 

Senza rendersi incontro dell’incongruenza d’una richiesta analoga sono quelli oggi contrari alla obbligatorietà dei vaccini che considerano lesiva delle libertà individuali. Essi esordiscono di regola col dire che sono “favorevoli ai vaccini” ma che sono contrari a imposizioni ed obblighi. Opinioni riassunte da un sociologo (prof Ivan Cavicchi) nel programma televisivo “La Gabbia” del maggio 2017. Cavicchi è un sociologo dotato come i suoi confratelli di un considerevole “os rotundum” che, dopo aver premesso (bontà sua) di essere favorevole alle vaccinazioni, criticava una frettolosità che vedeva nel decreto ministeriale: vaccinare sì ma prima "dobbiamo dire come stanno le cose, non limitarci alla campagna di vaccinazione… bisogna fare dei programmi di formazione, bisogna coinvolgere le scuole, coinvolgere i genitori…” eccetera eccetera. 


"Dum Romae consulitur…”: il problema è che nel tempo in cui si mette in atto il programma di formazione suggerito dal professore "coinvolgendo scuole e genitori" una quantità di persone incolpevoli, specie bambini in età scolare tra cui gli immunodepressi per ragioni mediche, sono esposti a essere infettati da coetanei non vaccinati. I bambini non vaccinati per trascuratezza sarebbero equivalenti ai tassì svedesi cui è ancora permesso di circolare a destra secondo la proposta fatta per burla da qualche buontempone. Con la differenza che questi tassì sono immaginari e non fanno danni talvolta irreparabili mentre invece…



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