sabato 28 marzo 2015

ASTROLOGIA E OMEOPATIA


ASTROLOGIA E OMEOPATIA

Che le stelle influenzino i destini dei mortali è creduto fin dall'antichità classica anche se molti erano scettici in proposito. Possibile, si chiedeva Cicerone, che i 70.000 romani caduti a Canne avessero tutti lo stesso oroscopo? Anche nel superstiziosissimo Medioevo c'era chi non ci credeva. Tra essi il Petrarca che racconta un buffo episodio occorso nel periodo in cui viveva a Milano, ospite dei Visconti, signori della città. In quel tempo la signoria aveva deciso di far guerra alla vicina Pavia e aveva incaricato l'astrologo di corte di indicare il momento più adatto per sferrare l'attacco. Tuttavia, nel giorno designato si scatenò un terribile temporale che rese impossibile ogni operazione militare. Petrarca, che era in buoni rapporti con l'astrologo, gli chiese come qualsiasi persona ragionevole potesse prestar fede a sciocchezze palesi come l'astrologia. L'uomo prima si scusò dicendo che "il tempo atmosferico è difficile a prevedere" aggiungendo poi che "bisogna pur vivere"(1). Non ci credeva neppure lui.

Il ventesimo è di gran lunga il secolo in cui il progresso scientifico è stato più rapido e più imponente, ed era pensabile che nel terzo millennio non sarebbe rimasto alcun spazio a discipline in chiaro contrasto con la scienza. Quindi niente più astrologia perché al lume di tutto quanto abbiamo imparato non esiste alcun fondamento credibile ai dettami di questa disciplina. Chi la sostiene cita spesso l'azione a distanza della luna nel produrre le maree: i pianeti però sono troppo "piccoli" e lontani da noi per produrre un campo gravitazionale che abbia un effetto discernibile su entità minute come gli uomini. Gli astrologi poi asseriscono che l'effetto dei pianeti sulle parsone varia da individuo a individuo a seconda della data e ora di nascita, affermazioni improbabili quanto indimostrabili. Come scrive in fisico Steven Weinberg nel libro Dreams of a Final Theory (Radius 1993), molti fedeli dell'astrologia pensano che questa disciplina sia una specie di scienza autonoma con leggi proprie e quindi non spiegabile con la fisica moderna. Giustificazione fallace perché se c'è qualcosa di accertato è il fatto che la scienza è una e non esistono scienze indipendenti. 
  
Nonostante queste difficoltà l'astrologia è ancora viva e vegeta nell'era del DNA e della fisica quantistica, e, forse per il gran numero dei suoi adepti fa sì che essa continui a esser presa in considerazione dai media: solo i giornali più seri non pubblicano l'oroscopo della settimana. Essa sopravvive bene nelle reti televisive, perfino nei canali finanziati con i danari pubblici: "date il giusto peso ai vostri timori" suggerisce ai nati nell'Ariete l'oroscopo del primo canale di questa settimana – un consiglio tra l'altro sensato.

Né gli straordinari progressi scientifici del secolo ventesimo hanno cancellato l'omeopatia, una medicina non convenzionale che con l'astrologia ha alcuni punti in comune oltre al fatto di essere una palese pseuodoscienza. Ne menziono tre qua sotto.

1. Lunghe tradizioni. L'omeopatia ha lunghe tradizioni. Non lunghissime come la millenaria astrologia ma pur sempre centenarie dato che il suo ideatore, il medico tedesco Samuel Hahnemann, visse a cavallo tra il 700 e l'800.
2. Impiego della scienza. L'astrologia usa l'astronomia anche se i segni zodiacali che attribuisce a ognuno di noi si fondano sulla posizione del sole relative alle costellazioni come apparivano 2000 anni fa e adesso non più valide a causa della precessione degli equinozi: la terra, oltre a ruotare su se stessa e attorno al sole, ha cambiato il suo asse di rotazione rispetto  alla sfera delle stella fisse. L'omeopatia si serve di vera scienza come la chimica quantitativa con la relativa nozione di diluizioni seriali, concetto di mole, moderna farmacologia.
3. Falsificabilità. L'omeopatia è – punto centrale – perfettamente falsificabile. Senza entrare in riflessioni filosofiche citando Popper per cui la falsificabilità è il criterio di demarcazione tra scienza e non scienza, è chiaro che ogni intervento medico per essere riconosciuto efficace deve essere indipendentemente confermato tale o, se vogliamo, non essere smentito quando è ripetuto da chi non non l'aveva ideato. Ora, come l'astrologia, l'omeopatia è del tutto falsificabile. A smentire l'astrologia non ci vuole molto: basta fare un piccolo esercizio di statistica inferenziale e vedere se si avverano le sue previsioni su gruppi definiti di soggetti. Per esaminare l'omeopatia si ricorre agli studi clinici randomizzati e controllati (RCT) riconosciuti ormai da più di mezzo secolo come il metodo standard per legittimare una terapia. Quando sono ben fatti (controlli adeguati, doppio cieco ecc.) essi rendono il nostro giudizio immune da errori (bias di vario genere, visioni sbagliate della realtà, narrativa della cultura in cui viviamo ecc.). Ora l'omeopatia e l'astrologia essendo falsificabili appartengono formalmente alla categoria delle scienze sperimentali però sono scienze dimostrate false.

Per l'omeopatia sono apparse periodicamente riviste sistematiche accolte via via dalla stampa come la prova definitiva che questo tipo di terapia è inefficace. Una delle più note metaanalisi apparve sulla rivista inglese Lancet nel 2005 le cui conclusioni erano dette "compatibili con la nozione che gli effetti clinici dell'omeopatia sono effetti placebo". Data l'ottima qualità del lavoro, l'autorità della rivista e quella degli autori, noti esperti in metodologia clinica, era lecito supporre la fine prossima dell'omeopatia come intervento medico tanto più che il risultato della rassegna concordava con quello della maggior parte delle rassegne precedenti. Invece niente di tutto ciò, un po' come, racconta il Manzoni, la severissima grida contro i bravi emessa nel 1583 dall'allora governatore di Milano, l'Illustrissimo e Eccellentissimo don Carlo d'Aragona, Principe di Terranova, Duca di Castelvetrano ecc. fece invano credere alla imminente scomparsa di questi tipacci. Arrivati al 2015 è comparsa un'altra autorevolissima indagine, questa volta a cura del National Health and Medical Research Council of Australia la quale, dopo aver esaminato 225 RTC e 57 revisioni sistematiche di buona qualità sull'impiego dell'omeopatia in varie patologie è giunta alla conclusione che "non ci sono problemi di salute ['health conditions'] per cui esistano prove affidabili che l'omeopatia è efficace". Un'altra definitiva e autorevole smentita ma che, temo, avrà lo stesso effetto che ebbe la successiva, vana, grida contro i bravi del 1593 stilata dal nuovo governatore di Milano, l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signor Juan Fernandez de Velasco, Contestabile di Castiglia, Cameriero maggiore di Sua Maestà  eccetera eccetera. 
A questo punto è lecito domandarsi: cosa infine ci vuole per far capire in giro che una medicina è inefficace, può per di più avere inconvenienti di vario genere e si risolve regolarmente in uno spreco di danaro? Denaro anche pubblico perché, ad esempio, leggo che la Regione Toscana ha inserito l'omeopatia nei suoi "Livelli Essenziali di Assistenza".

Qui ricorre l'obiezione consueta per cui "absence of evidence is not evidence of absence": il fatto che l'efficacia di una cura non sia provata non prova che quella cura è inefficace. Esistono tra l'altro pubblicazioni in cui l'omeopatia mostra efficacia. Forse, alcuni pensano, sommando i risultati favorevoli si può raggiungere la significatività statistica come mostra il logo della Cochrane Collaboration, una organizzazione internazionale non-profit che esamina criticamente gli studi via via pubblicati dalle riviste mediche (in genere interventi clinici) e ne dà una valutazione d'insieme.



Nel logo ogni linea orizzontale rappresenta l'intervallo di confidenza al 95% di un RCT in cui si è testato l'effetto di un breve trattamento con corticosteroidi a donne in procinto di avere un parto avanti tempo al fine di evitare la morte prematura del bambino. I segmenti spostati a sinistra della linea verticale testimoniano una diminuzione della mortalità infantile ma l'indispensabile significatività è raggiunta solo nei due RTC che si trovano interamente nella regione dell'efficacia. Tuttavia, quando, come in questo caso, gli RTC sono omogenei se ne possono sommare i risultati e ottenere un risultato complessivo significativo qui rappresentato dal quadratino in basso. Elaborazione che in questo caso si è rivelata utile perché la diffusione della misura preventiva ha ridotto il rischio di morte prematura del neonati del 30-50%.

Ci sono ragioni per cui una operazione del genere sarebbe inappropriata nel caso dell'omeopatia. Mentre quelli del logo Cochrane erano RCT consecutivi, per provare l'omeopatia dovemmo scegliere solo i lavori favorevoli (una minoranza) trascurando gli altri il che non sta bene. Si tratterebbe tra l'altro di una selezione alla rovescia perché esiste una relazione inversa tra qualità del lavoro clinico e risultato: per l'omeopatia i lavori scadenti danno in genere risultati positivi e quelli ben fatti negativi. Inoltre, perché in omeopatia essendo testata una ipotesi a priori improbabile la statistica generalmente usata, quella frequentistica cioè, è inadatta perché insensibile alla qualità dell'ipotesi.

Ci sarebbe almeno un quarto carattere che accomuna omeopatia e astrologia: una evidente indistruttibilità. Apparentemente immuni a ogni tipo di smentita le due discipline continuano a vivere e talvolta a prosperare. Per la verità si è rinunciato da tempo a smentire l'astrologia che viene considerata dai più come un gioco scaramantico sicché essa non viene presa sul serio, talvolta, si direbbe, anche da chi la propone. L'omeopatia no e ad ogni smentita risponde una messe di decise proteste da parte di medici che praticano la cosiddetta medicina integrata e di organizzazioni di pazienti. Proteste però che non convincono perché generiche e spesso fuori tema. Converrà tornare sulla fallacia di queste controargomentazioni.

1. "Nichil amice haec in parte sentio nisi quod tu. Sed ita vivere oportet".









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