sabato 23 agosto 2014

STAMINA: TUTTO TACE (PER ORA)


STAMINA: TUTTO TACE (PER ORA)

E' un po' che non se ne sente parlare. Blogger che si proclamavano "dalla parte dei genitori" dei piccoli malati (e chi può non esserlo?), assessori regionali alla salute – pardon, "al diritto alla salute" – giornalisti televisivi e di carta stampata, magistrati, parlamentari, un ministro ecc., tutti in passato favorevoli alla prosecuzione del trattamento. Nel campo opposto, anche se in minoranza e un po' intimiditi ma ostinati, medici, ricercatori, alcuni giornalisti scientifici. Il tutto una confusione variopinta anche se non molto allegra. Da un po' di tempo la quiete o quasi.  

Quanto durerà? Leggo (Unità 24 luglio) che due autorevoli parlamentari del partito di governo si stanno adoperando per un decreto che impedisca ai magistrati "di disapplicare l'ordinanza dell'Agenzia Italiana del Farmaco che vieta le infusioni". Forse il decreto tornerà ad accendere il dibattito.

Si può ragionevolmente pensare che alla base della lunga guerra d'ingegni attualmente sospesa ci sia una questione intrattabile con dei pro e contro parimenti validi, e insolubili contrapposizioni morali. Invece no, tutto il fracasso in fondo si riduce a una domanda che contiene in sé una ovvia risposta: se si debba continuare a somministrare a malati per via parenterale una medicina di cui non siamo ben sicuri cosa contenga. Insomma continuare o no un esperimento, perché di questo si tratta, privo di senso anche se fosse eseguito su animali. Non importa neanche andare a cercare una buona definizione di "cure compassionevoli"* per capire, a norma di buon senso, che la risposta era ed è no. 

Allora, come è stato possibile che tante persone, in genere qualificate e che avrebbero dovuto informarsi prima di parlare, abbiano contribuito a tenere artificiosamente in vita tanto a lungo una vicenda così angosciante quanto vana? E il grave è che si tratta della brutta copia d'un fatto analogo di neppure tre lustri fa: intendo la multiterapia Di Bella. Da cui evidentemente non abbiamo imparato nulla con l'aggravante che almeno allora si sapeva con esattezza in cosa consisteva la cura.

Sulla vicenda Di Bella esiste un commento amaro del fisico e filosofo della scienza Enrico Bellone per cui solo nel nostro paese “poteva verificarsi la sequenza di eventi politici, giudiziari e medici connessi alla cura Di Bella, con meditabondi pensatori che invocavano sulle gazzette il diritto democratico alla libertà di cura.” Il professor Bellone morì nel 2011 e di lui si può propriamente dire quello che Leopardi disse dell'Alfieri, cioè che "morte lo scampò dal veder peggio".

In una delle sue deliziose Histoires Naturelles lo scrittore Jules Renard (1864-1910) racconta di un ghiozzo che si ostinava ad abboccare al suo amo dopo ogni volta che era stato rigettato in acqua. Vedremo se la nostra società farà tesoro di questa ripetuta esperienza o si comporterà come il ghiozzo di Renard alla prossima occasione. 



*La cura compassionevole prevede l’utilizzo anche di prodotti non ancora autorizzati dall’autorità regolatoria purché vi sia una documentazione sull’efficacia e sulla tollerabilità. Questo non è il caso della terapia Stamina (Garattini).

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