venerdì 25 ottobre 2013

DO YOU BELIEVE IN MAGIC?




"Do You Believe in Magic? The Sense and Nonsense of Alternative Medicine" (Harper editore) è un libro uscito da poco che critica le terapie non fondate sulla scienza cioè, in sostanza, le medicine alternative (o complementari - o integrative, come sembra che si debba chiamarle oggi). L'autore è Paul Offit un pediatra americano, esperto in malattie infettive e in vaccini. Il libro riguarda prevalentemente circostanze e fatti attuali negli Stati Uniti e qui ne commenterò solo alcuni aventi interesse anche al di fuori di quel paese.

Offit cominciò a occuparsi di medicine alternative da paziente quando, dopo una microfrattura a un ginocchio, gli furono consigliate dall'ortopedico compresse a base di solfato di condroitina e glicosamine per affrettare la guarigione col promuovere la deposizione di collagene nella lesione. Offit prese a esaminare la letteratura medica in proposito e trovò solo un paio di articoli ben fatti i quali però concludevano che queste due sostanze non avevano una azione superiore a quella del placebo. Perchè allora venivano consigliate? Per nessun'altra ragione che non la credenza nella magia. Infatti le medicine si dividono in due gruppi: quelle che funzionano (secondo i metodi di verifica dettati dalla scienza) e quelle no. Usare le cure del secondo tipo vuol dire affidarsi all'illusorio mondo del soprannaturale.

Da molti anni gli Stati Uniti hanno intrapreso un costoso studio delle medicine alternative per mezzo del NCCAM (National Center for Complementary Alternative Medicine). Offit ci dice che dal 1998, anno della sua istituzione, il NCCAM ha speso ben 1.6 miliardi di dollari senza, in pratica, trovarne alcuna che funzionasse. Alcuni esempi. Inalare profumo di lavanda non affretta la guarigione di ferite (374,000 $), i rimedi tradizioni indiani sono inutili nel diabete (390,000 $), i materassi magnetici sono inefficaci nell'artrite (466,000 $), clisteri di caffè non curano il cancro del pancreas (406,000 $), le preghiere non hanno effetto su AIDS, tumori cerebrali e nel corso postoperatorio di tumori mammari (1.8 milioni $). Va detto che solo chi è di grana grossa poteva aspettarsi risultati differenti.

Per inciso, il NCCAM fu fondato in seguito alle pressioni dell'influente senatore democratico Tom Harkin, sostenitore delle medicine alternative, allo scopo di provarne la validità. Deluso dai risultati per lui inaspettati, Harkin se ne lamentò in una memorabile audizione al senato dicendo che i ricercatori si erano "concentrati principalmente a negare le cose piuttosto che a cercare di provarle" e suscitando ilarità negli ambienti scientifici. Infatti non è il caso di scomodare il filosofo della scienza Popper per capire che chi fa ricerca deve mettere alla prova le proprie idee piuttosto che adoperarsi di confermarle. Anzi, il vero scienziato deve avere un "bias inverso", dovrebbe cioè essere particolarmente scettico verso i risultati che gli danno ragione (Pascal e Darwin, per fare due esempi, lo erano al massimo grado). Immaginabili le proteste per lo spreco di pubblico denaro: inutile finanziare ricerche per provare che gli asini non volano era il senso della lagnanza più comune. Per fortuna, ci dice Offit, il NCCAM sembra aver abbandonato questo tipo di studi e oggi si occupa prevalentemente di supplementi dietetici e di cura del dolore.  Staremo a vedere.

Interessante la menzione nel libro che il cancro del pancreas di Steve Jobs era di un tipo raro, quello neuroendocrino, che è il meno maligno e poteva guarire se aggredito in tempo. Jobs, abituato a vedere gli altri uniformarsi alla sua volontà, fece lo sbaglio di considerare il tumore che aveva addosso come un qualsiasi sottoposto dell'Apple trattandolo a modo suo, cioè con i metodi in cui credeva (agopuntura, rimedi vegetali, irrigazioni coloniche e altre "magie"). Facendo così ritardò di 9 mesi il corretto trattamento medico forse compromettendo le sue possibilità di sopravvivenza. Va detto che altri non sono così sicuri di questa ipotesi, tra l'altro non verificabile, anche se tutti concordano che rimandare di quasi un anno la cura corretta non ha giovato.

Offit ricorda un caso analogo, quello dell'attore Steve Mc Queen (quello della "Grande Fuga" per intenderci) affetto da mesotelioma pleurico che si affidò a una cura anticancro fasulla a base di laertrile (un derivato di mandorle) per morire pochi mesi dopo. Qui le cose sono un po' diverse perchè il tumore di Mc Queen era già assolutamante incurabile quando egli si affidò alla magia. Inoltre Mc Queen non aveva alcuna preparazione scientifica il che rende più comprensibile l'errore che nel caso precedente.

Nel libro ricorrono a intervalli irregolari personaggi più eloquenti che competenti resi noti al grande pubblico da rubriche TV. Il celebre show televisivo americano condotto da Oprah Winfrey ha dato voce a numerosi soggetti aventi idee tutte loro su salute e malattie. Uno di questi è la nota modella e attrice Jenny McCarthy, madre di un bambino affetto da autismo, la quale ha esposto in una puntata della trasmissione ciò che a suo parere provoca questa malattia. Le cause, sostiene McCarthy, sono varie e molteplici: allergie, difetti della spina dorsale, disfunzione mitocondriale, avvelenamento da metalli pesanti, cattiva digestione, disturbi dell'immunità, infezione da funghi e, principalmente, vaccini. Come dire tutto o quasi, ma una malattia con tutte queste cause non è più una malattia, è un cassonetto. La cura? Ancora secondo la McCarthy, vitamine, minerali, erbe, clisteri di caffè e consimili: più meno gli stessi rimedi prescritti a Jobs e a Mc Queen. E' la conduttrice? Assenso incondizionato. Il che equivale a trasmettere a milioni di spettatori di grana grossa sospetti infondati e speranze irragionevoli (al presente non c'è cura per l'autismo). 
  
La Winfrey è un personaggio di enorme successo associato a una commisurata ricchezza personale e che, come tale, si sente autorizzata a dare un'opinione su problemi di ogni tipo. Il punto è che per dire la propria quando le questioni riguardano la scienza occorre competenza specifica e la competenza (quella vera) è una qualità bisbetica che richiede anni e anni di studio. Studi che alla Winfrey mancano. Tra parentesi, conduttori TV irresponsabili non esistono solo negli Stati Uniti, da noi un esempio recente l'ha dato la trasmissione "Le Iene" che, puntando più sull'emotività che sulla obiettività, ha fatto conoscere al grande pubblico una cura infondata con cellule staminali. La conseguenza: confusione, spreco di denaro pubblico e sofferenze addizionali per malati e loro familiari.

Come infettivologo Offit si è occupato in modo speciale di vaccinazioni e nel libro dà alcune interessanti cifre in proposito. Prima dei vaccini, ogni anno negli Stati Uniti si potevano attendere 15,000 morti, in gran parte bambini, per difterite; 20,000 neonati con danni visivi, auditivi, mentali da rosolia; 15.000 bambini paralizzati da poliomielite; un numero indefinito di danni auditivi da parotite epidemica (orecchioni). Numeri che rendono gli sporadici effetti collaterali prodotti dai vaccini o attribuiti ad essi di importanza quasi trascurabile.

Offit ricorda in diversi punti la campagna "antivax" (antivaccini) che alcuni gruppi portano avanti negli Stati Uniti con vari pretesti primo tra i quali una loro supposta tossicità da mercurio usato come conservante (tra l'altro non più in uso). Campagna che ha luogo anche nel nostro paese (secondo un articolo sul Corsera del 19 settembre 2013 in Italia su 100 siti internet 95 son contrari) con Grillo occasionale sostenitore (vedi il post precedente GRILLO E LA MEDICINA II. I VACCINI). Cosa succederebbe, si chiede Offit, se dessimo retta a questi allarmismi e smettessimo di vaccinare i bambini? Che questa mirabile arma difensiva funziona lo mostra il fatto che, grazie ad essa, il flagello del vaiolo è scomparso dal nostro pianeta. Prendiamo per contro la poliomielite la quale ha persistito in Pakistan, Afganistan e Nigeria i soli tre paesi dove la vaccinazione è stata fortemente ostacolata da pregiudizi religiosi. Un importante corollario di questa situazione è la necessità di continuare la vaccinazione nei paesi indenni per prevenire la possibilità di infezione presente oggi col diffondersi dei viaggi internazionali.


Numerosi gli ingannevoli Dulcamara, ricordati da Offit, che negli Stati Uniti si sono arricchiti illudendo i malati. Particolarmente spregevoli (non è il caso di misurare le parole) sono quelli che si approfittano di persone molto vulnerabili come i malati di tumore. Leggendone le gesta si capisce perchè Dante colloca i traditori di chi si fida nell'imo dell'Inferno. Alla fine del libro Offit ammonisce però che se questa gente ha successo la colpa è anche dei pazienti, cioè di tutti noi dato che nessuno sfugge alle malattie. Il semplice rimedio, dice Offit, è essere consumatori razionali. Quando prendiamo decisioni riguardo alla nostra salute occorre non essere influenzati dall'irrazionale, dal "magico" che è in noi, bisogna cioè non farci sedurre da rimedi solo perchè hanno attributi accattivanti quali "naturale", "organico", "antiossidante", oppure solo perchè sono usati da questa o quella celebrità, non cadere vittime di guaritori il cui carisma nasconde la pochezza scientifica. Rifiutiamo ciò e, invece, facciamo lavorare il nostro cervello andando a vedere la qualità degli studi scientifici alla base delle medicine che pensiamo di prendere. 

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