PLAUSIBILITA’: UN CONCETTO BASILARE IN MEDICINA
Alle due del mattino un metronotte in servizio sente squillare un allarme, accorre, e vede che il suono proviene da una gioielleria la cui vetrina è in frantumi. Dal negozio si sta allontanando in fretta un uomo mascherato che porta con sè un grosso sacchetto. Date le premesse, la conclusione del metronotte sarà ovvia: quel tipo è un ladro di preziosi e va arrestato. Conclusione condivisibile.
Attenti però, può essere anche andata così: un autocarro è passato sopra un grosso ciottolo che è schizzato infrangendo la vetrina della gioielleria e attivandone l’allarme. Il proprietario del negozio, che in quel momento passava di lì tornando da una festa mascherata ancora camuffato da Zorro, ha prelevato i preziosi incustoditi per portarseli a casa. L’ipotesi alternativa è possibile ma inverosimile, oltre che complicata, e il metronotte non la prenderà neppure in considerazione.
La plausibilità, cioè la probabilità che una premessa sia vera, è un concetto base nella medicina clinica. Ad esempio, gli esami di laboratorio vengono prescritti per ogni singolo paziente anche in base alla plausibilità dell’ipotesi che quel paziente soffra di una determinata malattia: non si richiede un test dell’antigene prostatico per una donna con disturbi dell’apparato urinario.
Anche in ricerca medica la plausibilità è fondamentale per molti aspetti. Uno di essi è l’aiuto che essa offre quando si tratta di interpretare l’effetto di una cura. Qui la plausibilità suggerisce spesso la spiegazione più vicina al vero, in special modo quando si valutano terapie opinabili. Facciamo un parallelo tra l’alternativa iniziale (ladro di gioielli o proprietario mascherato?) e l’agopuntura. Alcune rassegne riportano un effetto benefico dell’agopuntura nel mal di testa. Com’è che ciò accade? La spiegazione corrente degli agopuntori è (all’incirca) questa:
1. Nel corpo umano esiste una energia vitale, il Chi, composto da due forze, Ying e Yang.
2. Il Chi circola in canali appositi (meridiani).
3. Il mal di testa è causato da uno squilbrio tra Yin e Yang
4. Pungendo punti strategici del corpo si fa uscire una delle due forze ristabilendo così l’equilibrio del Chi.
La spiegazione alternativa che viene naturalmente in testa è:
1. L’agopuntura produce nei paziente un effetto placebo che è responsabile del miglioramento.
La spiegazione da preferire perchè più plausibile è la seconda, in primo luogo perchè l’effetto placebo ha basi scientifiche (è accertabile e misurabile), mentre il Chi, con Ying e Yang annessi, sono del tutto immaginari al pari dei canali corporei che li conterrebbero.
Un ragionamento analogo potrebbe farsi riguardo all’omeopatia. E’ più plausibile che i risultati favorevoli attribuiti a questa terapia siano semplicemente dovuti a un effetto placebo piuttosto che al complicato e inattendibile meccanismo di azione su cui essa si fonda.
Di regola le spiegazioni più plausibili sono anche quelle più semplici. Le ipotesi del ladro e dell’effetto placebo sono molto più semplici di quelle rispettivamente del gioielliere mascherato da Zorro e del Chi in difficoltà.
Questa correlazione l’aveva notata per primo il filosofo medievale Guglielmo di Occam il cui pensiero in proposito è riassunto dalla massima (apocrifa):
“Entia non sunt multiplicanda sine necessitate.”
Questo il “rasoio di Occam”, oggi anche detto “principio di parsimonia”: le spiegazioni semplici sono più vicine alla verità di quelle complicate.
Naturalmente ciò vale a parità di condizioni: quando una spiegazione complessa spiega i fatti meglio di una spiegazione semplice dovremo prediligere la prima.
La plausibilità ha una parte molto importante quando si tratta di valutare statisticamente due ipotesi cliniche. Infatti la statistica inferenziale (la statistica che ci aiuta a trarre conclusioni implicite nei dati ottenuti) generalmente usata non sempre è capace, da sola, di aiutarci a trarre conclusioni corrette. Come diceva il matematico Henri Poincaré, il calcolo delle probabilità non è una scienza meravigliosa che dispensa il ricercatore dall’avere buon senso. Di questo vorrei parlare in seguito.
PS L’esempio del gioielliere mascherato da Zorro è tratto dal libro di ET Jaynes: Probability Theory, Cambridge 2003.
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