C'è da chiederselo. Perché se l'omeopatia si basa su scienza malintesa ma concepibile al tempo della sua invenzione, l'agopuntura si fonda su superstizione che per natura non è mai ammissibile.
Come scrive il fisico, storico della scienza Robert Park nel libro "Superstition", una tecnica dell'agopuntura è quella di correggere la presentazione podalica del nascituro applicando una erba (Artemisia) scaldata all'angolo esterno del quinto dito del piede. Perché proprio questa erba, perché proprio quel dito? Perché si è sempre fatto così, spiega Park. Ora, si può immaginare una misura terapeutica più improbabile e cervellotica di questa? Con quale meccanismo può la stimolazione per mezzo di un'erba riscaldata di un particolare dito del piede regolarizzare la posizione intrauterina di un nascituro? Eppure sono stati fatti lavori diciamo così scientifici per verificare questa ridicola ipotesi e l'agopuntura è oggi utilizzata per la promozione del parto fisiologico nella medicina cosiddetta integrata promossa da alcune amministrazioni regionali italiane.
Da Popper in poi la falsificabilità è un attributo indispensabile di ogni teoria scientifica: per essere riconosciuta tale la teoria deve poter essere mostrata falsa se è falsa. Riguardo all’omeopatia ciò è possibile dato che per questo intervento è concepibile un placebo adeguato (granuli senza principio attivo) il che rende possibili studi randomizzati e a doppio cieco. Invece, a causa della sua insanabile irrazionalità, l’agopuntura non ammette alcun placebo utilizzabile per studi controllati. La ragione ce la spiega il medico californiano Howard Moffet. Come per ogni intervento terapeutico, dice Moffet, il test di efficacia dell'agopuntura si dovrebbe basare sul raffronto tra il risultato ottenuto dal gruppo trattato con agopuntura "vera" con quello dal gruppo trattato con agopuntura "falsa" (placebo). Ora, si chiede Moffet, su quali basi biologiche agopuntura "vera" e agopuntura "placebo" (1) dovrebbero essere differenti? Forse perché i punti di stimolazione "sbagliati" e quelli stimolati nel trattamento "corretto" sono quelli indicati dall'"antica sapienza cinese"? Cioè concepiti in tempi di superstizioni prescientiifiche, ad esempio quando si credeva che l'eclissi di sole fosse dovuta a un gigantesco drago celeste che ingoiava l'astro? E' chiaro che ogni volta che si mettono a confronto due modi di applicare gli aghi il ricercatore deve spiegare perché i due tipi di intervento sono diversi. Altrimenti siamo di fronte solo a uno spreco di fatiche e di risorse. Questo è il caso dell'agopuntura in cui manca il fondamento logico per rifiutate l'ipotesi zero Ho.
Ed è, come appare, proprio quello che sta avvenendo. Lo studioso di scienza Simon Singh ha chiesto un parere sull'impiego in clinica dell'agopuntura a 19 clinici per lo più appartenenti al mondo anglosassone (UK, US, Australia) tra cui un premio Nobel per la medicina. Di essi non uno, dico uno, che attribuisca all'agopuntura una qualche utilità. L'esperto in medicine non convenzionali Edzard Ernst riassume bene la situazione così: "La presente ricerca in questa area è per la maggior parte pseudoricerca avente lo scopo di promuovere più che di testare l'agopuntura".
1. Nel gruppo placebo gli aghi vengono infissi in punti non "prescritti" per la condizione da trattare dai manuali di agopuntura.